venerdì 9 agosto 2019

Il frazionismo del socialismo italiano

Grazie alla rete, nel più totale silenzio degli organi di informazione tradizionali, è possibile seguire gli sviluppi del percorso che, seppur lentamente e con grandi difficoltà, i socialisti hanno intrapreso per raggiungere l'obiettivo dell'unità politica. La cosiddetta diaspora socialista, conseguente agli anni di Tangentopoli, tuttavia, non è il solo fenomeno che ha fatto venire meno il sogno di un unico partito che rappresentasse l'ideologia. Le divisioni interne al socialismo italiano sono quasi antiche come il movimento stesso, tanto da aver caratterizzato, sotto differenti sigle e simboli, la storia politica del Paese durante tutto il Novecento. Senza dover richiamare la scissione che portò alla formazione del Partito Comunista d'Italia nel 1921, a seguito del XVII Congresso del Partito Socialista Italiano, è sufficiente osservare quanto accadde durante l'era repubblicana, che vide più soggetti chiaramente riferibili a tale area. La breve esperienza del Partito Socialista Unificato, del periodo compreso tra il 1966 ed il 1969, infatti, non può considerarsi come una vera riunificazione dato che, nel contempo, sussistevano altre forze che si collocavano all'esterno del progetto. Il problema della divisione, quindi, può considerarsi cronico ed è stato sostanzialmente trascurato tra la fine degli anni Settanta ed i primi anni Novanta quando, durante la segreteria di Craxi, il PSI giunse ad un livello di consenso elettorale tale da non rendere evidente la suddetta necessità. Oggi, i socialisti sono nuovamente impegnati nel tentativo di trovare quell'unità da tanto tempo voluta. Dopo anni di ulteriori frazionismi, attualmente esiste il PSI, che si dichiara continuatore ed erede della forza politica protagonista della storia democratica italiana. Da più parti, è stata criticata la scelta del partito di allearsi a Più Europa in occasione delle recenti elezioni europee, nonché di aver assunto una connotazione troppo liberale e, quindi, distante dalle basi costitutive del socialismo. E' innegabile comunque che, come dimostrano le scissioni avvenute nel corso del tempo, il socialismo sia un'ideologia particolareggiata e caratterizzata da molte differenze, tanto da non poterla inquadrare secondo schemi rigidi e predefiniti. Bisogna rammentare, infatti, che il socialismo è un'idea per il futuro, che può differenziarsi in base alla sensibilità di chi la interpreta. Ciò, tuttavia, non deve diventare un pretesto per mantenere il frazionismo che, sotto il profilo sia elettorale che operativo, ha danneggiato le potenzialità che il socialismo poteva concretizzare nell'interesse del Paese. Di conseguenza, serve un atto di coraggio e, soprattutto, è necessario uno sforzo affinché i frazionismi si trasformino in una ricchezza di cui la galassia socialista può beneficiare. Perché ciò avvenga, è necessario accantonare i personalismi e le diffidenze, lavorando per l'edificazione di un unico soggetto politico socialista, che sia inclusivo e che intenda lasciare spazio a tutte le sensibilità che finora hanno ritenuto di isolarsi per tentare di agire in autonomia. La realizzazione del progetto unitario, inoltre, necessita che alla casa comune aderiscano tutti: socialisti liberali, riformisti, socialdemocratici, ecologisti e marxisti. Tutte queste aree hanno in comune la volontà di pensare ad una società migliore, affinché si realizzi quella giustizia sociale per la quale si lavora da oltre un secolo, attraverso conquiste che hanno caratterizzato la storia italiana. Non si tratta di un'ipotesi fantasiosa, dato che la politica italiana ed internazionale sono state caratterizzate da esempi di forze e movimenti che, in nome di valori ed obiettivi comuni, hanno saputo rinunciare alla propria autonomia per la costruzione di un progetto di più ampio respiro. Le prospettive che emergono dal dibattito interno al panorama socialista, inoltre, lasciano sperare che si possa giungere ad un simile risultato. Spetterà ai socialisti, però, dimostrare di saper accantonare le piccole differenze, al fine di costruire una grande proposta politica per il Paese.    

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